lunedì 28 luglio 2014

Smoke on the water

We all came out to Montreux
On the lake Geneva shoreline
To make records with a mobile
We didn't have much time
Frank Zappa and the mothers
Were at the best place around
But some stupid with a flare gun
Burned the place to the ground
Smoke on the water, fire in the sky

They burned down the gambling house
It died with an awful sound
Funky claude was running in and out
Pulling kids out the ground
When it all was over
We had to find another place
But swiss time was running out
It seemed that we would lose the race
Smoke on the water, fire in the sky

We ended up at the grand hotel
It was empty cold and bare
But with the rolling truck stones thing just outside
Making our music there
With a few red lights and a few old beds
We make a place to sweat
No matter what we get out of this
I know we'll never forget
Smoke on the water, fire in the sky






giovedì 24 luglio 2014

Riso e piselli con ragù di seppie



Riso e piselli con ragù di seppie


350 g.riso per risotto ( io Carnaroli )
500 g . seppie già pulite
200 g .piselli anche congelati
350 g. pomodori pelati
1 cipolla
2 spicchio di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 rametto rosmarino
1 l. brodo di pesce o pollo
½ bicchiere di vino bianco
6 cucchiai di olio d' oliva
sale peperoncino

Mondate e tritate il prezzemolo, la cipolla e gli spicchi d' aglio.
In un tegame imbionditegli spicchi d' aglio con 4 cucchiai di olio e rosolatevi le seppie tagliate a strisce per 5 minuti, unite il rosmarino sminuzzato , i pomodori tritati grossolanamente sale e peperoncino .
Cuocete per 15 minuti aggiungendo brodo al bisogno. A fine cottura cospargete il prezzemolo.
Fate rosolare la mezza cipolla in una pentola con 2 cucchiai di olio . Aggiungete il riso e fatelo tostare, sfumate con il vino e aggiungete i piselli .Poi lasciatelo cuocere come un normale risotto per 15-18 minuti, unendo il brodo caldo poco alla volta.
Ponete il risotto in una pirofila e distribuiteci sopra il ragù di seppie .Servite ben caldo e subito.






lunedì 21 luglio 2014

Leggendo non cerchiamo idee nuove

Leggendo non cerchiamo idee nuove,
 ma pensieri già da noi pensati,
che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.
Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra che già viviamo ,
 e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.
Cesare Pavese  Il mestiere di vivere


lunedì 14 luglio 2014

Insalata di ceci e feta

Questa ricetta la devo alla mia amica Silvia , mangiata a casa sua e subito copiata !!

Insalata di ceci e feta  

Insalata di ceci e feta


300 g. ceci lessati ( io bio in barattolo )
100.150 feta o quartirolo
1 cipolla rossa di Tropea media
1 pomodoro
1 mazzetto rucola , pulita e lavata
limone
sale pepe
olio extravergine d'oliva

Pulite e tagliate a fettine la cipolla e mettetela su un tagliere , poi spruzzatela con succo di limone .Un barba trucco insegnatomi da Carlos un mio collega dell' Ecuador. Serve per” digerire” la cipolla e... credetemi funziona !!!
Mescolate in un insalatiera i ceci scolati dalla loro acqua con la feta , aggiungete la cipolla il pomodoro tagliato a cubetti e la rucola .Condite con l' olio extravergine d'oliva sale e pepe e ancora del limone se volete.
Lasciate in frigo per almeno 15 minuti ad insaporire. Servite in   tavola con del pane leggermente tostato .



sabato 12 luglio 2014

Vivere il mio tempo

 Ti farei volare sulle onde
Sulla vita come un'altalena
E parlare pure con i pesci
Come una sirena
Ti vorrei insegnare l'equilibrio
Sopra un mare che è sempre tempesta
Per vivere il tuo tempo
E starci bene dentro
Questo gioco è un gioco di equilibrio
Devi solo farci un po' la mano perché
Stare nel mio tempo è viverlo da dentro
Sorridi ora , guardamiii
Ti direi "hai ancora voglia di nuotare in questo mare?"
Aspettiamo l'aurora quando i più bei frutti saranno di tutti
Ti farei volare sulle onde
Sopra un mare che è sempre tempesta perché
Vivere il tuo tempo
È un equilibrio dentro
Sorridi ora guardamiii
Ti direi "hai ancora voglia di nuotare in questo mare?"
Aspettiamo l'aurora quando i più bei frutti saranno di tutti
Ti direi "hai ancora voglia di nuotare in questo mare?"
Aspettiamo l'aurora quando i più bei frutti saranno di tutti.
Vivere il mio tempo ... viverlo da dentro

Piero Pelù, Litfiba


Testo copiato da Angolotesti.it

giovedì 10 luglio 2014

Marillenkuchen

Per questa meravigliosa e semplice torta devo ringraziare Antonella , amica di facebook che la postò il mese scorso e mi piacque subito , cercai la ricetta e con le albicocche del mio giardino l' ho  fatta  !!! 
La ricetta originale è questa Marillenkuchen, ho solo adattato le dosi alla mia teglia.


Marillenkuchen 


Marillenkuchen     Torta di albicocche Tedesca


                               Per una teglia 40 x 30 fonda 3 cm
350 farina
190 zucchero
190 burro
3 uova
125-150 ml latte
1 limone grattato
12 g. ( 1 bustina ) lievito vanigliato
pizzico sale
zucchero vanigliato a piacere

Accendete il forno a 175 °.
Fate ammorbidire il burro fuori dal frigo per 30 minuti circa prima di usarlo.
Nella ciotola dello sbattitore elettrico montate il burro e lo zucchero con le fruste .Aggiungere un tuorlo alla volta e mettere in un altra ciotola l' albume che poi in seguito monteremo .
Aggiungere la farina setacciata con il lievito poca alla volta , la buccia del limone grattata e il latte .
Montare gli albumi con un pizzico di sale e aggiungeteli al composto ,mescolando ora con una spatola dal basso verso l' alto per non farlo smontare .
Rivestire una teglia rettangolare con carta forno e distribuire sopra l' impasto, non deve essere più alto di 2 cm .
Lavare ,snocciolare poi tagliare a metà 10 albicocche e sistematele nell' impasto con la parte tagliata verso l' alto , spingendole leggermente dentro .
Infornare e cuocere per 45 minuti circa , fate la prova stecchino perché la cottura dipende molto da forno a forno .
Lasciare raffreddare poi spolverare con lo zucchero vanigliato e tagliatela quadrotti .
 Il consiglio di Antonella è di mangiarla con ciuffi di panna senza zucchero .

Marillenkuchen torta Tedesca di albicocche

Marillenkuchen


martedì 8 luglio 2014

Il nemico del sole

Perderò, forse, lo stipendio,
come tu lo desideri;
sarò costretto a vendere abito e materasso;
farò, forse, il portatore di pietre;
il facchino,
lo zappino di strada
oppure l’operaio in una officina;
forse sarò anche costretto a cercare nei letami
per trovare un grano da mangiare;
o forse morirò nudo e affamato.
Ciò malgrado non mi rassegnerò mai a te,
o nemico del sole!

Ma resisterò fino all' ultima goccia
di sangue nelle mie vene.
Tu mi potresti rubare l'ultimo palmo di suolo;
saresti capace di dare alle prigioni
la mia giovane età;
di privarmi dell' eredità di mio nonno:
degli arredamenti, degli utensili casalinghi
e dei recipienti.
Saresti pure capace di dare al fuoco
le mie poesie ed i libri miei
ed ai cani la mia carne.
Saresti come è vero un incubo
sul cuore del nostro villaggio,
o nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te
e, fino all'ultima goccia
di sangue nelle mie vene
resisterò!

Potresti spegnermi la luce che m illumina la notte
e privarmi di un bacio di mia madre;
i ragazzi vostri sarebbero capaci di insultare
il mio popolo e mio padre;
qualche vigliacco di voi sarebbe capace di
falsificare pure la mia storia;
Tu stesso potresti privare i figli miei
di un abito di festa;
saresti capace di ingannare,
con falso volto,
gli amici miei,
crocifiggermi i giorni su una visione umiliante,
o nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te
e, fino all'ultima goccia di sangue nelle mie vene
resisterò!

O nemico del sole!
Nel porto vedo degli ornamenti,
dei segni di gioia;
sento delle voci allegre
e degli applausi entusiasti
che infuocano d’allegria la gola;
e nell'orizzonte vedo una vela
che sfida il vento e le onde
sormontando con fiducia i pericoli!
Questo è il ritorno di Ulisse
dal mare dello smarrimento.
Questo è il ritorno del sole
E dell' uomo espatriato!…
Per gli occhi di lui e della amata terra
giuro di non rassegnarmi mai a te
e fino all'ultima goccia di sangue nelle vene,
resisterò,
resisterò,
resisterò!…

Samih al-Qasim